Parco Archeologico di Segesta
Segesta, una delle piu' importanti citta' elime - lo storico Tucidide vuole che gli Elimi siano Troiani fuggiti da Ilio, cui poi si sarebbero uniti dei Focesi - di Sicilia, deve, secondo la leggenda, il suo nome alla ninfa Egesta, la quale durante le peregrinazioni di Enea, avrebbe dato ospitalita' all'eroe troiano. Virgilio narra anzi che fu proprio il figlio di Venere a fondare la citta' con il nome di Acesta. L'evidenza archeologica ha in parte ricostruito le varie fasi abitative della citta', dal primo insediamento preistorico a quello protostorico, dallo stadio elimo a quello ellenizzato del periodo classico, dalla fase ellenistico-romana alle rioccupazioni medioevali.
Nell'area dell'acropoli, infatti, sono state individuati resti di costruzioni che vanno dall'eta' Protostorica - tracce di una capanna indigena - a quella preclassica - singolari le abitazioni ritrovate lungo le pendici del monte Barbaro, risalenti allo scorcio del VI secolo a.C.; per lo piu' costruite direttamente nella roccia, e articolate solitamente in due grandi ambienti separati da una sorta di paravento, esse subirono profonde trasformazioni in epoca augustea e poi in eta' sveva, tra il XII e il XIII secolo - e classica - un edificio pubblico della prima meta' del V secolo a.C. -, dal periodo ellenistico - il "bouleuterion", un edificio rettangolare, cui si accedeva attraverso un colonnato, dotato di una gradinata semicircolare con sette ordini di sedili divisi in quattro cunei da tre scale - fino all'epoca medioevale - quando si registro' una netta ripresa dell'attivita' edilizia; a tale periodo risale infatti un esteso complesso abitativo, nel quale spicca un grosso palazzo circondato da un possente muro di cinta e articolato in due sezioni divise da una corte e da una strada interna. Ancora poco documentata invece la fase romano-imperiale.
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