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Teatro Antico di Taormina

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Taormina venne fondata nel 358 a. C. da cittadini di Naxos, la città calcidese distrutta nel 403 a.C. da Dionisio il Vecchio di Siracusa, guidati da Andromaco, padre dello storico Timeo. Durante la prima guerra punica, combattuta tra i Romani e i Cartaginesi dal 264 al 241 a.C., la città si sottomise a Gerone II di Siracusa (263-214 a.C.). Fu proprio durante il florido periodo di pace che Tauromenion, l'antica Taormina, godette sotto il grande tiranno siracusano che fu fondato il teatro ellenistico. La città, risparmiata da pesanti tributi, visse un periodo di prosperità e di benessere che le permise di arricchirsi di parecchi monumenti ed opere pubbliche.

Per costruire il primo teatro a Taormina venne sfruttata la sella naturale del banco roccioso che dal Monte Croce forma il fianco orientale del Monte Tauro. Di dimensioni ridotte rispetto al teatro attuale, furono sfruttati, nella cavea, alcuni speroni rocciosi affioranti incisi fino a ricavarne dei gradoni; e laddove il banco roccioso non era presente, furono utilizzati dei gradoni posticci in pietra di Taormina. Il teatro venne ampliato e quasi interamente rifatto in epoca romana. Occorre però distinguere tre fasi.

Il teatro di prima fase romana si fa risalire comunemente all'età Augustea (63 a.C.-14 d.C.), ossia ad un periodo della storia di Taormina in cui la piccola cittadina, essendosi dichiarata amica dei romani, godette, assieme alla città di Messana (l'odierna Messina) del privilegio di essere città libera ed autonoma non sottoposta, pertanto, ad imposte nei confronti di Roma. Il teatro di seconda fase romana, invece, si fa risalire all'età Adrianea (117-138 d.C.). L'imperatore Adriano, infatti, dopo aver soggiornato in Grecia (128-132 d. C.) promosse e finanziò un corposo programma di restauri ed edificazioni di opere pubbliche che interessarono le città della Sicilia orientale. Posto predominante nel programma edilizio imperiale ebbe la ristrutturazione dei teatri siciliani. La terza ed ultima fase romana del teatro si fa in genere risalire all'età Severiana (III sec. d. C.). Da questo secolo in poi, l'Impero si avviava lentamente ma progressivamente verso la decadenza.

Oggi il Teatro Antico si presenta ai nostri occhi in parte restaurato. Le numerose opere di restauro sono facilmente notabili poiché le porzioni restaurate si presentano in rilievo rispetto alle sezioni risalenti all'impianto originario che si presentano sotto squadro. I restauri hanno avuto inizio dalla metà dell'Ottocento, quando la scena del teatro fu restaurata da Francesco Saverio Cavallari che, in modo alquanto discusso, rialzò quattro colonne. Negli anni '50 restauri sistematici furono condotti dall'archeologo Luigi Bernabò Brea e dall'architetto Italo Gismondi e interessarono principalmente la cavea ed il portico anulare al di sopra di essa.

 

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